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Altromercato



 










































































































































































































































































































































































































































































“ il divario economico tra Nord e Sud del mondo continua ad aumentare a causa delle regole inique del mercato internazionale: barriere tariffarie, sussidi economici agli agricoltori del Nord e monopolio delle multinazionali per fare alcuni esempi. “ 
  
Che cos’è 
L’idea del commercio equo e solidale nacque in Olanda circa trenta anni fa, da parte di alcuni organismi che già erano presenti nei paesi del Sud con progetti di sviluppo al servizio dei più poveri. Come primo passo aiutarono gruppi di contadini e di artigiani ad organizzarsi in cooperative capaci di raccogliere i loro prodotti per avviarli parte sui mercati locali e parte all’esportazione. 
Contemporaneamente in Olanda fu fondata una cooperativa di importazione per fare entrare nel Paese i prodotti di questo commercio alternativo e si aprirono dei punti vendita che furono battezzati “botteghe del mondo”. L’iniziativa si diffuse ben presto in tutta Europa. Il principio di fondo del commercio equo e solidale è di garantire ai produttori del Sud un compenso equo del loro lavoro. Nel commercio tradizionale questo obiettivo è ostacolato dalla presenza di commercianti locali e internazionali che esercitano una mediazione strangolatrice. 

 



Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale 

1 - Definizione del Commercio Equo e Solidale 

2 - Obiettivi del Commercio Equo e Solidale 

3 - Criteri adottati da tutte le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale 

4 - Botteghe del Mondo 

5 - Importatori 

6 - Produttori ed Esportatori 

7 - Prodotti trasformati 

1 - Definizione del Commercio Equo e Solidale  

Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica.Il Commercio Equo e Solidale è una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe del Mondo, importatori e consumatori. 

2 - Obiettivi del Commercio Equo e Solidale  

Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l’accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali.  

Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo.  

Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo  

Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere di acquisto in maniera positiva  

Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica  

Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati.  

Favorisce l'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati  

Sostiene l'autosviluppo economico e sociale  

Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del commercio internazionale convenzionale.  

Promuove un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali 

3 - Criteri adottati da tutte le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale  

Le organizzazioni di Commercio Equo e Solidale (Botteghe del Mondo, Importatori, Produttori, Esportatori) si impegnano a condividere ed attuare, nel proprio statuto o nella mission, nel materiale informativo prodotto e nelle azioni, la definizione e gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale. In particolare si impegnano a:  

Garantire condizioni di lavoro che rispettino i diritti dei lavoratori sanciti dalle convenzioni OIL  

Non ricorrere al lavoro infantile e a non sfruttare il lavoro minorile, agendo nel rispetto della Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia.  

Pagare un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni (di produzione, di esportazione, di importazione e di distribuzione) un giusto guadagno; il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo produttore.  

Garantire ai lavoratori una giusta retribuzione per il lavoro svolto assicurando pari opportunità lavorative e salariali senza distinzioni di sesso, età, condizione sociale, religione, convinzioni politiche  

Rispettare l’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile in tutte le fasi di produzione e commercializzazione, privilegiando e promuovendo produzioni biologiche, l'uso di materiali riciclabili, e processi produttivi e distributivi a basso impatto ambientale.  

Adottare strutture organizzative democratiche e trasparenti in tutti gli aspetti dell’attività ed in cui sia garantita una partecipazione collettiva al processo decisionale  

Coinvolgere produttori di base, volontari e lavoratori nelle decisioni che li riguardano  

Reinvestire gli utili nell’attività produttiva e/o a beneficio sociale dei lavoratori (p.e. fondi sociali)  

Garantire ai consumatori un prezzo trasparente, che fornisca almeno le seguenti informazioni: prezzo FOB pagato al fornitore, costo di gestione, importazione e trasporto, margine per le Botteghe. Tali informazioni possono essere indicate in percentuale od in valore assoluto, per singolo prodotto o per categoria di prodotti, o per paese di provenienza, o per gruppo di produttori.  

Garantire un flusso di informazioni multidirezionale che consenta di conoscere le modalità di lavoro, le strategie politiche e commerciali ed il contesto socio-economico di ogni organizzazione  

Promuovere azioni informative, educative e politiche sul commercio equo e solidale, sui rapporti fra i Paesi svantaggiati da un punto di vista economico e i Paesi economicamente sviluppati e sulle tematiche collegate  

Garantire rapporti commerciali diretti e continuativi, evitando forme di intermediazione speculativa, escludendo costrizioni e/o imposizioni reciproche e consentendo una migliore conoscenza reciproca  

Privilegiare progetti che promuovono il miglioramento della condizione delle categorie piu’ deboli  

Valorizzare e privilegiare i prodotti artigianali espressioni delle basi culturali, sociali e religiose locali perché portatori di informazioni e base per uno scambio culturale  

Cooperare, riconoscendosi reciprocamente, ad azioni comuni e a favorire momenti di scambio e di condivisione, privilegiando le finalità comuni rispetto agli interessi particolari. Per evitare azioni che indeboliscano il Commercio Equo si impegnano, inoltre, in caso di controversie, a fare un percorso di confronto e di dialogo, eventualmente con l'aiuto di un facilitatore.  

Garantire relazioni commerciali libere e trasparenti, promuovendo processi di sviluppo e coordinandosi nello spirito dell’art. 3.15  

Garantire trasparenza nella gestione economica con particolare attenzione alle retribuzioni 

4 - Botteghe del Mondo  

Le Botteghe del Mondo sono organizzazioni di distribuzione al dettaglio dei prodotti del commercio equo che condividono gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di questa Carta.Le Botteghe del Mondo devono:  

Commercializzare prevalentemente i prodotti del Commercio Equo e Solidale, importati sia direttamente che attraverso le Centrali di Importazione.  

Scegliere i fornitori esterni al circuito del commercio equo e solidale fra quelli organizzati in strutture no-profit, con finalità sociali e con gestione trasparente e democratica e che abbiano prodotti eco-compatibili e culturali. Non intraprendere relazioni commerciali con aziende che, con certezza, violino i diritti umani e dei lavoratori.  

Promuovere iniziative di economia solidale al meglio delle proprie possibilità  

Fornire ai consumatori tutto il materiale informativo disponibile, comprese le schede del prezzo trasparente.  

Sostenere le campagne di sensibilizzazione e pressione, condotte a livello nazionale ed internazionale, volte a realizzare gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale.  

Mantenersi costantemente informate sui prodotti che vengono venduti, verificando che vengano rispettati i criteri del Commercio Equo e Solidale  

Essere senza fini di lucro  

Inserire, appena possibile, personale stipendiato all’interno della struttura, garantendo un'adeguata formazione  

Valorizzare e formare i volontari e garantire loro la partecipazione ai processi decisionali  

Le Botteghe del Mondo, inoltre, cercano, al meglio delle proprie possibilità, di:  

Avviare e mantenere contatti diretti con esperienze marginali di autosviluppo, sia in loco che nei Paesi economicamente svantaggiati al fine di stabilire una sorta di gemellaggio equosolidale. Il mantenimento dei contatti passa attraverso lo scambio epistolare, la commercializzazione degli eventuali prodotti, l'organizzazione di viaggi di scambio, la diffusione dell'informazione ai frequentatori della Bottega ed alle altre Botteghe, ed ogni altro mezzo idoneo per permettere la conoscenza di luoghi, persone, modalità di vita e di produzione che possano associarsi ai concetti con cui si definisce il Commercio Equo e Solidale. 

5 - Importatori  

Gli Importatori sono organizzazioni che hanno quale attività prevalente nello scopo sociale, e quale attività prevalente effettiva, l'acquisto di prodotti del Commercio Equo e Solidale da organismi di produzione e di esportazione, e li rivendono prioritariamente alle Botteghe del Mondo. Il ricorso a fornitori esterni al circuito del Commercio Equo deve essere funzionale agli scopi sociali, e agli obiettivi del Commercio Equo stesso.Gli Importatori condividono gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di questa Carta.Essi devono:  

Offrire ai produttori, se da essi richiesto, il pre-finanziamento della merce, e favorire altre forme di credito equo o microcredito, qualora non esistano in loco possibilità di accesso a crediti  

Promuovere, anche attraverso la collaborazione reciproca, rapporti di continuità, per mantenere un clima di autentico scambio, per favorire una maggiore stabilità per gli sbocchi di mercato dei produttori, e per permettere un effettivo miglioramento delle condizioni di vita sul breve/medio/lungo periodo.  

Fornire supporto alle organizzazioni di produzione ed esportazione: formazione, consulenze, ricerche di mercato, sviluppo di prodotti, feedback sui prodotti e sul mercato  

Assicurarsi che i principi del commercio equo e solidale siano conosciuti e condivisi dai produttori e lavorare con questi per applicarli  

Fornire assistenza alle Botteghe del Mondo informandole sui prodotti e sui produttori attraverso schede informative che contengano il prezzo trasparente dei prodotti ed essere disponibili a fornire, su richiesta, la documentazione di supporto.  

Rendere disponibile ai soggetti del Commercio equo, impegnandosi alla trasparenza, l'accesso alle informazioni riguardanti la propria attività (commerciali e culturali) e alle proprie competenze tecniche non disponibili nelle Botteghe del Mondo.  

Dare possibilità alle Botteghe del Mondo di fare viaggi di conoscenza presso i produttori (e viceversa), rispettando i criteri del Turismo responsabile espressi nel documento "Turismo responsabile: Carta d'identità per viaggi sostenibli". 

6 - Produttori ed Esportatori 

6.1 - Produttori 

I Produttori sono organizzazioni di produzione e commercializzazione di artigianato ed alimentari che condividono gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di questa Carta.I Produttori devono:  

Perseguire logiche di autosviluppo e di autonomia delle popolazioni locali.  

Evitare una dipendenza economica verso l’esportazione, a scapito della produzione per il mercato locale  

Evitare di esportare prodotti alimentari e materie prime scarseggianti o di manufatti con queste ottenuti  

Favorire l’uso di materie prime locali  

Garantire la qualità del prodotto  

Qualora i produttori non siano in grado di esportare direttamente possono servirsi di organizzazioni di esportazione.  

6.2 - Esportatori  

Gli Esportatori sono organizzazioni che acquistano dai produttori come specificati all'art.6.1 e vendono principalmente ad importatori come definiti in questi criteri; essi condividono gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale e rispettano i criteri elencati nel Capitolo 3 di questa Carta.Gli esportatori devono:  

Assicurarsi che i princìpi del Commercio Equo e Solidale siano conosciuti dai produttori e lavorare con questi per applicarli  

Fornire supporto alle organizzazioni di produzione: formazione, consulenza, ricerche di mercato, sviluppo dei prodotti, feedback sui prodotti e sul mercato  

Dare ai produttori, se da questi richiesto, il pre-finanziamento della merce o altre forme di credito equo o microcredito  

Fornire informazioni sui prodotti e sui produttori e sui prezzi pagati ai produttori  

Garantire rapporti di continuità con i produttori 

7 - Prodotti trasformati  

I prodotti trasformati sono tutti quei prodotti non riconducibili ad un’unica materia prima: biscotti, cioccolata, dolciumi, ecc.  

I prodotto trasformati possono essere definiti in etichetta “prodotti di commercio equo e solidale” solo se almeno il 50% del costo franco trasformatore delle materie prime o il 50% del peso delle materie prime è di commercio equo e solidale  

L'elaborazione dei prodotti trasformati, laddove ne esistano le condizioni, dovrebbe avvenire nei Paesi d'origine.  

La trasformazione deve essere effettuata da soggetti dell'economia solidale o comunque da cooperative o imprese che non siano in contrasto con i principi del commercio equo e solidale.  

I prodotti trasformati devono riportare in etichetta la dicitura: "Totale ingredienti del Commercio Equo: %".  

Nei prodotti trasformati, la scelta degli altri ingredienti rispetto a quelli del Commercio Equo deve ispirarsi ai criteri esposti all'art.3.5 di questa Carta.

La storia del commercio equo e solidale

60 anni di fair trade: breve storia del movimento del commercio equo e solidale (versione ufficiale di IFAT scritta nel Gennaio 2004 ed aggiornata nel Dicembre 2006 grazie al contributo di Marlike Kocken di EFTA e agli interventi di numerosi "pionieri" del fair trade)

Il commercio equo oggi

Il Commercio Equo è oggi un movimento globale. Oltre un milione di piccoli produttori e lavoratori sono organizzati in più di 3.000 organizzazioni di base con le loro strutture principali in più di 50 Paesi nel Sud del mondo. I loro prodotti sono venduti in migliaia di Botteghe del Mondo (o Fair Trade Shops), in supermercati e in molti altri punti vendita nell’emisfero Sud.
Il movimento è impegnato in dibattiti con i politici delle istituzioni europee e in forum internazionali affinchè il commercio internazionale diventi più equo. E in effetti il Commercio Equo ha reso il commercio tradizionale più attento alle responsabilità sociali e ambientali. In breve, il Commercio Equo sta acquisendo sempre più importanza.

Dove cominciò tutto?

Ci sono molte versioni sulla storia del Commercio Equo.
Secondo alcuni i precursori furono gli americani, con Ten Thousand Villages (allora Self Help Crafts) che comprò tessuti lavorati da Puerto Rico nel 1946 e con SERVV che iniziò a commerciare con comunità povere del Sud verso la fine degli anni ’40. Il primo negozio di Commercio Equo aprì nel 1958 negli USA.
Le prime tracce di Commercio Equo in Europa risalgono alla fine degli anni ’50, quando Oxfam GB cominciò a vendere nei suoi punti vendita manufatti prodotti da rifugiati cinesi, creando nel 1964 la prima Organizzazione di Commercio Equo. Iniziative parallele iniziarono nei Paesi Bassi e nel 1967 venne istituita Fair Trade Organisatie, l’organizzazione di importazione olandese.
Allo stesso tempo, gruppi olandesi per il terzo mondo iniziarono a vendere zucchero di canna con il messaggio “comprando zucchero di canna dai alle persone dei Paesi poveri un posto nel sole della prosperità”. Questi gruppi passarono poi a vendere prodotti di artigianato del Sud e nel 1969 venne aperto il primo “Third World Shop”. Le Botteghe del Mondo, o World Shops, ebbero un ruolo fondamentale nel movimento del Commercio Equo, essendo non solo dei punti vendita, ma anche molto attive in campagne e nella diffusione di una nuova consapevolezza.
Durante gli anni ’60 e ’70, organizzazioni non-governative (Ong) e individui socialmente motivati in Asia, Africa e America Latina sentirono la necessità di fare commercio equo per dare consigli, assistenza e supporto ai produttori svantaggiati. Vennero così create organizzazioni di Commercio Equo nel Sud collegate alle nuove organizzazioni del Nord. Alla base dei loro rapporti: la partnership, il dialogo, la trasparenza e il rispetto. L’obiettivo: una grande equità nel commercio internazionale.
Parallelamente a questi movimenti cittadini, i Paesi in via di sviluppo indirizzavano forum politici internazionali, come la seconda conferenza UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) a Delhi nel 1968, per comunicare il messaggio “Trade not Aid” (“Commercio, non aiuti”). Questo approccio sottolinea l’intenzione di stabilire relazioni commerciali con il Sud del mondo, invece di appropiarsi dei benefici al Nord per poi far tornare una piccola parte di essi al Sud sotto forma di aiuti per lo sviluppo.
La crescita del Commercio Equo (o Commercio Alternativo, come viene chiamato negli ultimi tempi) dalla fine degli anni ’60 in poi è stata associata anzitutto al commercio per lo sviluppo, che nacque come risposta alla povertà o, a volte, alle calamità nel Sud, concentrandosi nella promozione dei prodotti artigianali. I fondatori del movimento furono spesso attori del largo sviluppo o associazioni religiose nei Paesi europei. Queste Ong, collaborando con le loro controparti nel Sud, favorirono la creazione di organizzazioni di Commercio Equo nel Sud, che organizzano produttori e prodotti ed esportano al Nord. Accanto al commercio di sviluppo vi era anche una parte di commercio di solidarietà. Organizzazioni furono create per importare beni dai Paesi del Sud politicamente ed economicamente emarginati.

Prodotti artigianali e alimentari

Inizialmente le organizzazioni di Commercio Equo trattavano più che altro con produttori di artigianato, soprattutto per i contatti instaurati dai missionari. Spesso l’artigianato costituisce un reddito supplementare per le famiglie ed è di fondamentale importanza soprattutto per le donne, che hanno poche opportunità di lavoro. La maggior parte delle organizzazioni di Commercio Equo al Nord si basano sull’acquisto e la vendita di questi prodotti attraverso le Botteghe del Mondo. Il mercato dell’artigianato attraverso le Botteghe è ampiamente aperto e per molte organizzazioni le vendite continuano ad aumentare.
Nel 1973 l’olandese Fair Trade Organisatie importava il primo caffè “equo” da cooperative di piccoli coltivatori del Guatemala. Oggi, a distanza di 30 anni, il caffè equo è diventato un concetto. Centinaia di migliaia di coltivatori di caffè hanno già tratto benefici dal Commercio Equo in questo settore, e in Europa si consuma sempre più caffè equo. Attualmente il 25-50% del fatturato delle organizzazioni di Commercio Equo deriva da questo prodotto.
Dopo il caffè, la gamma di prodotti alimentari si è espansa fino a includere tè, cacao, zucchero, vino, succhi di frutta, noci, spezie, riso, ecc. I prodotti alimentari danno la possibilità alle organizzazioni di commercio equo di aprirsi nuovi canali di mercato, come per esempio le istituzioni, i supermercati, i negozi biologici.

Accesso al mercato e marchio Fair Trade

Durante gli anni ’80 si sviluppò un modo per raggiungere un pubblico più vasto. Un prete che lavorava con piccoli proprietari terrieri e coltivatori di caffè in Messico e che collaborava con una Ong cattolica olandese, concepì l’idea di un marchio (“label”) per il Commercio Equo. I prodotti comprati, commerciati e venduti nel rispetto delle condizioni del Commercio Equo, sarebbero stati certificati con un marchio che li avrebbe differenziati dai prodotti comuni e che avrebbe permesso ad ogni compagnia di entrare in contatto con il Commercio Equo. Nel 1988 si creò in Olanda il marchio “Max Havelaar”. Il concetto prese piede: nel giro di un anno il caffè con questo marchio raggiunse una quota di mercato del 3%.
Negli anni successivi nacquero altre organizzazioni di certificazione Fair Trade in altri Paesi europei e in America del Nord. Nel 1997 venne creata la Fairtrade Labelling International (FLO), l’associazione mondiale di marchio per il Commercio Equo. Oggi FLO è responsabile di stabilire gli standard di commercio equo internazionale, di certificare e verificare la produzione e il commercio in accordo con tali standard, e di porre il marchio sui prodotti. La gamma di prodotti certificati, 12 ad oggi, si espanderà presto.
Il marchio Fair Trade ha di fatto aiutato il Commercio Equo a entrare nel commercio tradizionale: attualmente più di due terzi dei prodotti del Commercio Equo vengono venduti a catering e dettaglianti tradizionali.
Parallelamente allo creazione di un marchio per i prodotti, IFAT ha sviluppato un sistema di monitoraggio per le organizzazioni di Commercio Equo che dovrebbe rafforzare la credibilità di queste organizzazioni di fronte ai politici, al mercato tradizionale e ai consumatori. Il marchio Fair Trade Organization di IFAT è stato lanciato nel gennaio 2004 per i membri IFAT che soddisfano le richieste e gli standard del sistema di monitoraggio, identificandoli come organizzazioni di Eommercio Equo registrate. IFAT lavora con FLO per trovare il modo di fornire anche i prodotti di artigianato di un marchio.

Informazione, campagne di sensibilizzazione e attività politica

Fin dall’inizio il movimento del Commercio Equo ha mirato alla crescita della consapevolezza dei consumatori sui problemi causati dal commercio tradizionale e ha cercato di introdurre modifiche alle sue regole. La vendita di prodotti è sempre stata accompagnata da informazioni relative ai prodotti, ai produttori e alle loro condizioni di vita. È diventato compito delle Botteghe e dei Fair Trade Shops mobilizzare i consumatori nella partecipazione in campagne per una giustizia globale.
La prima conferenza europea dei World Shops si ebbe nel 1984 e stabilì la stretta cooperazione tra i volontari delle Botteghe di tutta Europa. La rete europea delle Botteghe (NEWS!) venne ufficialmente stabilita nel 1994 e rappresenta approssimativamente 3.000 Botteghe in 15 Paesi europei. NEWS! coordina le attività di campagna europee e promuove lo scambio di informazioni e di esperienze riguardo allo sviluppo delle vendite e al compito di informazione.
Nel 1996 NEWS! stabilì la giornata europea delle Botteghe del Mondo come un’ampia giornata di campagna su una tematica particolare, spesso con obiettivi su scala europea. L’iniziativa è stata avanzata da IFAT, che la diffuse su scala mondiale: la prima giornata del Commercio Equo, che ne coinvolge il movimento mondiale, si celebrò il 4 maggio del 2002.
Nel corso degli anni il movimento di Commercio Equo è diventato più professionale nella diffusione dell’informazione e nell’attività politica. Si pubblicano documenti, materiale attrattivo su campagne ed eventi pubblici. Il movimento ha inoltre beneficiato dell’istituzione di strutture europee che favoriscono l’armonia e la centralità delle sue campagne e attività politiche. Uno strumento importante è stato l’istituzione dell’ufficio di attività politica di EFTA a Bruxelles, che mira a influenzare i dirigenti politici ed è supportato dall’intero movimento e rappresentato in FLO, IFAT, NEWS! e la stessa EFTA – da questo l’acronimo FINE.
Il Fair Trade e le organizzazioni Fair Trade sono stati riconosciuti dalle Istituzioni europee e dagli enti governativi nazionali e regionali per il loro contributo alla riduzione della povertà, lo sviluppo sostenibile e per la crescita di consapevolezza per i consumatori sui problemi del commercio. Il Parlamento europeo ha approvato parecchie risoluzioni sul Fair Trade (nel 1994, 1998 e nel 2006) e molti ministri europei e primi ministri hanno pubblicamente dato il loro appoggio al Fair Trade. Un numero sempre maggiore di istituzioni sta utilizzando i prodotti Fair Trade e le autorità locali stanno inserendo i criteri di equità e sostenibilità nella loro offerta pubblica. Migliaia di città, università e chiese si sono adoperate per il Fair Trade, impegnandosi nella sua promozione e contribuendo alla riduzione della povertà e dell’emarginazione. I rappresentanti dei paesi poveri promuovono con sempre maggior impegno il Fair Trade per consentire ai produttori più piccoli e marginalizzati dei propri paesi di vivere e lavorare con dignità.
Il Fair Trade è sempre più presente sulle agende dei politici di tutto il mondo.

Le reti

Dalla metà degli anni ’70 le organizzazioni di Commercio Equo nel mondo iniziarono a incontrarsi in modo informale ogni due anni. A metà degli anni ’80 c’era il desiderio di incontrarsi più formalmente e a fine decennio vennero fondate EFTA (European Fair Trade Association) nel 1987 e IFAT nel 1989. Sono queste due organizzazioni molto diverse: EFTA riunisce gli 11 principali importatori di Commercio Equo d’Europa; IFAT è una rete globale di 250 organizzazioni (numero crescente) dirette a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni economicamente svantaggiate attraverso il commercio e organizzando un forum per lo scambio di informazioni e di idee.
La collaborazione tra le organizzazioni di Commercio Equo è di fondamentale importanza. In tutto il mondo si sono stabilite reti di associazioni, come i Fair Trade Forum in Asia e in Bangladesh, Fair Trade Group Nepal (AFTF), Co-operation for Fair Trade in Africa (COFTA), l’Association Latino Americana de Commercio Justo (IFAT LA), IFAT Europe, Ecota Fair Trade Forum in Bangladesh, Fair Trade Group Nepal, Associated Partners for Fairer Trade Philippines, Fair Trade Forum India, Kenya Federation for Alternative Trade (KEFAT) ecc.
FLO, IFAT, EFAT e NEWS! si incontrarono per la prima volta nel 1998 e la loro unione prende il nome di FINE. L’obiettivo di FINE è di rendere possibile la cooperazione tra queste reti e i loro membri in settori importanti, quali l’attività politica e le campagne, gli standard e il monitoraggio del Commercio Equo.

Per concludere

Durante i suoi 60 anni di storia, il Commercio Equo si è sviluppato in un movimento ampiamente diffuso e riconosciuto a livello politico e commerciale. Grazie al supporto delle organizzazioni Fair Trade, i commercio equo e solidale ha guadagnato il riconoscimento dei politici e del grande circuito commerciale. Ci si aspetta un successo ancora maggiore, come lo sviluppo delle FTO tra le organizzazioni più potenti del mercato globale e fare in modo che le compagnie entrino maggiormente in sintonia con la crescente domanda di prodotti Fair Trade nel mercato.

Fatti a mano, tostati, ricoperti, intrecciati, tessuti, battuti, da suonare, colorati, naturali, per i piedi, per le mani, per le orecchie, la bocca, gli occhi, ma soprattutto per la dignità.

E' un mondo affascinante, fatto di caffè biologico del Messico, tè dello Sri Lanka, miele cileno, zucchero integrale di canna, cioccolate assortite, spezie variopinte oppure artigianato in legno, vetro riciclato, ceramica, terracotta dipinta a mano, juta, alpaca.......



curiosità

La Quinoa fu per molto tempo venerata dagli Incas che le attribuivano proprietà sovrannaturali. Sarà successivamente bandito dagli spagnoli e così il “cibo degli dei” cadrà nell’oblio per secoli. Oggi la pianta delle Ande rivalutata per le sue proprietà alimentari e altamente nutritive, porta con se tutta la speranza delle comunità indios acquistando un valore aggiunto – la solidarietà-.

Origine e proprietà della Q u i n o a

La quinoa cresce nelle Ande, fa parte della famiglia delle Chenopodiacee che comprende tra l’altro anche gli spinaci. La pianta dà origine a piccoli chicchi che si cucinano come cereali.
La Quinoa rappresenta un alimento molto sano e completo. Infatti contiene in quantità bilanciata tutti gli otto aminoacidi essenziali per la vita dell’uomo. Essendo poi un alimento senza glutine la quinoa risulta un alimento indicato 

per chi è affetto da allergie al frumento.

Consigli per l’utilizzo

La quinoa contiene della saponina. Per toglierla prima della cottura, versate la quantità necessaria (70 gr. circa per persona) in un setaccio e lavatela con molta acqua movendo i grani con le mani. Una volta lavata la quinoa è pronta per essere cotta. Portate ad ebollizione una quantità d’acqua uguale al doppio del volume della quinoa lavata, versate la quinoa nell’acqua bollente e lasciate bollire per una decina di minuti. Quando i grani si gonfiano e liberano un piccolo germoglio bianco, la quinoa è cotta. Aggiungete il sale verso fine cottura. Scolate l’acqua se necessario.
Ben si abbina a stufati di verdure e salsine miste.

La quinoa del commercio equo e solidale è frutto della collaborazione di CTM Altromercato con ANAPQUI in Bolivia.

La quinoa è un prodotto importante nell’economia familiare dei contadini dell’altopiano sud della Bolivia: è infatti l’unica coltura dalla quale essi possono sperare di ricavare un reddito monetario con cui acquistare beni indispensabili.
Anapqui cerca di promuovere forme autonome di oraganizzazione dei produttori con un’attività permanente di formazione e di informazione. In Bolivia il prodotto non lavorato viene acquistato dalle organizzazioni regionali che fanno parte di Anapqui; la lavorazione avviene a questo stadio (quindi presso il luogo di produzione) mentre il lavoro di confezionamento per i mercati interni ed esterni è a carico di Anapqui. Per quanto riguarda il prezzo Anapqui offre al produttore un rendimento superiore da quello offerto dal mercato tradizionale e comunque garantisce un prezzo che consenta una livello di vita dignitoso ai contadini. Il commercio equo e solidale offre alle comunità boliviane l’opportunità di ripristinare le proprie quinoe, di consumarle, ristabilendo una dieta sana e un’economia sostenibile.
La quinoa del commercio equo e solidale proviene da coltivazioni esclusivamente biologiche.


40 Paesi. 170 gruppi di produttori coinvolti nel fair trade grazie a Ctm altromercato. Milioni di donne e di uomini che costruiscono un'economia solidale.

America Latina: Argentina Bolivia Brasile Cile Ecuador Paraguay Perù Uruguay Venezuela

America Centrale: Costa Rica Cuba El Salvador Guatemala Messico Nicaragua Rep.Domenicana

Africa: Burkina Faso Camerun Etiopia Ghana Isole Comorre Kenya Marocco Mozambico Nigeria Sud Africa Tanzania Uganda

Asia e Oceania: Australia Bangladesh Fillippine India Indonesia Nepal Palestina Sri Lanka Thailanda Vietnam



Come nasce la pasta alla quinoa???

Il progetto pasta alla quinoa nasce dalla contaminazione dei buoni principi del commercio equo e solidale con le buone pratiche di ottenimento dei prodotti della nostra terra.

Partendo da questo principio durante un In-forum di CTM, ospitato ad Angri dall'associazione O'Pingolo, ci venne in mente di provare a mettere la farina di quinoa nella pasta fresca, per preparare qualcosa di speciale ai nostri ospiti venuti da ogni parte del Sud Italia...Il risultato fu una tagliatella alla quinoa che fu molto apprezzata dai più che presero parte all'incontro!!!

Da quell'idea stiamo cercando, di farne nascere un progetto...che dia possibilità a molte più persone di poter gustare un piatto di pasta alla quinoa, prodotta secondo i i criteri del “Fare pasta” di una volta, con uno occhio critico all'equità e alla giustizia sociale del commercio Equo. Per maggiori info


www.lacasadeltortellino.it


il volontariato in bottega o in associazione e aperto a tutti gli uomini e le donne di buona volonta, che hanno voglia di investire un po del loro tempo per costruire un modo migliore.
Per chi vuole fare scelte più impegnative e ha meno di ventisette anni presso l'associazione può svolgere il servizio civile, ospitiamo per ongni bando numero due volontari, per maggiori informazioni O'Pingolo onlus Via Canonico Fusco 25 84012 Angri (SA) opingolo@opingolo.org



Per associazioni, Gruppi, Parrochie...possibilità di fare banchetti per difondere il commercio equo e solidale con prodotti e materiale info.Qualunque associazione o insieme di consumatori critici può decidere di realizzare delle bancarelle eque e solidali, diffondendo così un nuovo modo di consumare e di creare un'economia di giustizia.. 


Feste e sagre: il punto di ristoro equo e solidale

Proposte di consumo intelligente per COMITATI SAGRE O FESTE per una società più giusta. Aderisci anche tu: promuovi nel tuo comitato l’idea di proporre nei punti ristoro i prodotti del commercio equo e solidale.


Il caffè in ufficio o alla festa

Il momento della pausa caffè può essere un'occasione per migliorare i rapporti tra colleghi, per conoscere i clienti… soprattutto se il caffè è del commercio equo e solidale: buono per chi lo beve ma anche per chi lo ha coltivato e raccolto dall'altro capo del mondo.

I prodotti disponibili sono: caffè, orzo, caffè decaffeinato in cialde.
Sono disponibili anche macchinette del caffè, tazzine da caffè e da cappuccino in ceramica oppure il kit di accessori che comprende zucchero, bicchierini e palette.
Le nostre macchinette danno la possibilità di preparare tramite il getto di acqua calda anche te, infusi, camomilla, tisane in filtri naturalmente del commercio equo.
Per feste, parrocchie, gruppi scout è possibile ritirare le macchinette e le cialde in c/vendita oppure per chi dispone di macchine per caffè da bar, il caffè miscela Bar.


Regalistica per aziende

La nostra Asociazione propone alle aziende cesti di alimentari, biglietti e prodotti artigianali per regali, natalizi e non, a dipendenti, clienti, fornitori o semplici amici.

Un matrimonio dell’altro mondo!

Nel "nostro mondo" come festeggiare le nozze sembra essere scritto su un copione standard al quale sembra inconcepibile potersi sottrarre. Perché non cercare un modo meno consumistico di far festa, più vero per noi stessi, come occasione di condivisione, di apertura, come segno di un mondo più giusto? Possiamo decidere di fare tutto in modo diverso pensando ad un consumo critico, responsabile e solidale... 

Bomboniere solidali Oggetti fatti a mano, confetti e tante idee per una scelta non convenzionale che aggiunge significato e pienezza alla vostra festa


Negozi

Il commercio equo si diffonde anche grazie a negozi di prodotti biologici, ai supermercati e ai bar più sensibili, che decidono di dedicare una parte del proprio spazio espositivo o delle proprie proposte ai prodotti del commercio equo e solidale.

E’ facile per chiunque gestisca un esercizio commerciale aderire alle nostre proposte:
contattateci in Associazione!



Equoland