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Spesso le
multinazionali esasperano la logica del profitto senza alcun tipo di
scrupolo per le conseguenze di natura sociale e ambientale favorendo
lo sfruttamento ai danni di milioni di famiglie, lavoratori (e
bambini) nei paesi più poveri.
Sono ormai noti i
comportamenti di compagnie che sono responsabili di strategie di
produzione assolutamente irrispettose della persona e dell’ambiente.
CHE COSA E’
Il boicottaggio è
un’azione straordinaria e consiste nell’interruzione organizzata
e temporanea dell’acquisto di uno o più prodotti per forzare
le società produttrici ad abbandonare certi comportamenti. Fra
i boicottaggi realizzati o in corso, i più importanti sono
quelli contro lo sfruttamento nei settori agricoli ed alimentari, ma
anche delle scarpe da ginnastica o dei giochi per bambini. Le
motivazioni più frequenti sono legate allo sfruttamento del
lavoro (soprattutto femminile e minorile), alle condizioni di lavoro
particolarmente insalubri, a politiche commerciali spietate e
incuranti della vita umana.
COME SI AGISCE
Il boicottaggio consiste
nell’interruzione organizzata e temporanea dell’acquisto di uno o
più prodotti. Così i consumatori fanno pressione sulle
imprese multinazionali perché modifichino i loro comportamenti
produttivi e commerciali. Così diventa importante comunicare
alle imprese i motivi per cui si è deciso di non acquistare i
loro prodotti e nello stesso tempo far conoscere le proprie
motivazioni anche ai lavoratori per avere in loro degli alleati che
fanno pressione sul fronte sindacale. L’azione è senz’altro
più efficace se viene concordata con altre persone o famiglie,
organizzata a scuola, nel quartiere, tra gli amici o i compagni di
lavoro.
I risultati ci sono: negli
USA la pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica ha
indotto multinazionali famose come la Levì’s, la Reebok, Del
Monte ad adottare un codice di comportamento per il rispetto dei
diritti dei lavoratori del Sud del mondo; altre aziende hanno dovuto
fornire adeguate misure di sicurezza e di antinfortunistica ai propri
dipendenti, alcune banche europee hanno ridotto o ritirato gli
investimenti a importanti case farmaceutiche denunciate per
sperimentazione e commercializzazioni poco trasparenti dei loro
prodotti.
PER SAPERNE DI PIU’
www.manitese.it/boycott
www.masaicodipace.it
Rete Italiana Boicottaggio
Nestlè
www.pacelink.it/nestle.htlm
Centro
Nuovo Modello di
Sviluppo
www.citinv.it/org/cnms 
I Diritti Umani
rappresentano l’insieme dei Diritti Civili, Politici, Economici e
sociali che vanno incontro al fondamentale diritto di ogni persona
alla propria dignità e al libero sviluppo della propria
personalità. Tali diritti, universali ed indivisibili, non
possono essere ignorati da alcun governo, organizzazione o modello
economico e sociale.
CHE COSA E’
Le campagne consistono
nella denuncia delle violazioni di tali diritti attraverso
l’informazione, la mobilitazione dell’opinione pubblica e la
promozione della solidarietà umana affinché tali
enunciazioni non continuano a rimanere astratte o il privilegio di
una piccola minoranza.
A titolo di esempio, tra i
diritti umani non considerati dallo Stato Italiano, c’è il
diritto d’asilo. La legislazione attuale infatti non distingue due
posizioni giuridiche diverse: quella del migrante e quella del
rifugiato. A fronte di circa 8.000 domande di asilo presentate
annualmente in Italia, vengono evase dalla Commissione Centrale di
Roma circa 2.000 domande di cui 700/800 con esito favorevole.
COME SI AGISCE
Presso le Botteghe del
Mondo oppure on line si possono firmare petizioni o appelli. Migliaia
di cartoline, telegrammi, lettere, fax, e-mail creano una visibilità
ed una pressione internazionale a cui e difficile resistere. Lo
testimoniano le lettere di molti prigionieri, detenuti, per le
proprie opinioni, il sesso, l’origine etnica, la religione o il
colore della pelle senza che abbiano usato alcuna violenza, liberati
grazie ad Amnesty International o da alcune campagne promosse dal
Centro Nuovo Modello di Sviluppo o da Nigrizia.
Cosi anche per il diritto
di asilo, si possono sostenere campagne con la promozione di
iniziative, spettacoli, convegni o ideare nuovi progetti per
l’accoglienza e assistenza ai rifugiati.
PER SAPERNE DI PIU’
Amnesty International
www.amnestyiternational.it

Consumare e fare la
spesa ci sembrano fatti banali che riguardano solo noi, i nostri
gusti, il nostro portafoglio. Eppure il consumo è un fatto che
riguarda tutta l’umanità, perché dietro a questo
nostro gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria
di natura sociale, politica e ambientale.
CHE COSA E’
E’ un atteggiamento di
scelta permanente che si attua su tutto ciò che compriamo ogni
volta che andiamo a fare la spesa. Il consumo critico punta a fare
cambiare le imprese attraverso le loro stesse regole economiche,
fondate sul gioco della domanda e dell’offerta. Infatti, scegliendo
cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo alle imprese i
comportamenti che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo
le forme produttive corrette, mentre ostacoliamo le altre. In
definitiva, consumando in maniera critica è come se andassimo
a votare ogni volta che facciamo la spesa.
COME SI AGISCE
Ogni volta che facciamo la
spesa possiamo scegliere i prodotti non solo in base al prezzo o alla
qualità, ma anche in base alla loro storia e al comportamento
delle imprese che ce li offrono. In particolare è importante
valutare se sono prodotti utili, da dove provengono, se sono frutto
di oppressione in qualche paese del mondo, se richiedono alti consumi
di energia per la loro produzione, se hanno conseguenze ambientali
gravi.
Dobbiamo, ad esempio,
leggere le etichette e porci delle domande prima di comprare
qualsiasi cosa: è frutta e verdura di stagione? E’ un
prodotto proveniente da agricoltura biologica o a lotta integrata? E
quindi con uso minore di pesticidi, erbicidi e ormoni? E stato
prodotto localmente e quindi con risparmio di energia di
trasformazione, conservazione e trasporto?
PER SAPERNE DI PIU’
Centro Nuovo Modello di
Sviluppo
www.cnms.it
Altreconomia
www.altreconomia.it
Altoconsumo
www.altroconsumo.it
Rete di Lilliput
www.retelilliput.org
Gruppi di Acquisto
Solidale (GAS)
www.retegas.org
Non c’è
peggior cosa che portare avanti percorsi e progetti separati avendo
obiettivi comuni o analoghi, eppure troppo spesso molte realtà
lavorano nella completa ignoranza di persone e gruppi che operano
nella stessa direzione in contesti molto vicini. La conseguenza è
uno spreco di energie, sovrapposizioni, quando non, addirittura,
rivalità.
Da qualche tempo, però,
è in atto un movimento contrario che punta a mettere insieme
le energie e ad unire gli sforzi.
CHE COSA E’
Sono nati quindi, negli
anni da poco trascorsi, molti coordinamenti ed altrettante reti. I
primi sono finalizzati a far conoscere gruppi ed associazioni che
operano nello stesso settore (la pace piuttosto che la riduzione dei
consumi o il finanziamento di progetti di sviluppo). Inoltre i
coordinamenti cercano di creare sinergie attraverso le quali
promuovere azioni comuni ed iniziative trasversali, in molti casi si
arriva anche ad una divisione dei compiti in cui ogni realtà
si specializza in un settore particolare. Le reti allargano
ulteriormente le conoscenze e le collaborazioni mettendo in relazione
costante anche realtà diverse o lontane, pure esse, sfociando
spesso in iniziative comuni, qualora se ne presenta l’occasione e
la necessità. L’idea di fondo è che tutto è
strettamente interconnesso, ad esempio, non è possibile
promuovere la pace senza imbattersi nelle disuguaglianze economiche o
eludendo il problema dell’ambiente e delle risorse, sicché
diventa quasi necessario allargare le vedute e tenersi in contatto
con un movimento sempre più vasto.
COME SI AGISCE
In Italia è nato
inizialmente il Tavolo Intercampagne con lo scopo di dare maggiore
visibilità alle varie campagne (di sensibilizzazione, di
pressione, di boicottaggio…) mettendo attorno ad un tavolo i
promotori che si impegnavano a lavorare in stile di reciprocità.
Dal Tavolo Intercampagne è nata poi la Rete di Lilliput che si
ispira ai racconti dei viaggi di Gulliver, nei quali si racconta
dell’unione degli sforzi dei piccoli lillipuziani attraverso cui
riescono a rendere inerme il gigante. Molte altre realtà
nazionali e locali hanno poi visto la luce spesso abbattendo non solo
steccati geografici o di azione, ma anche ideologici e di provenienza
culturale.
PER SAPERNE DI PIU’
Rete di Lilliput
www.retelilliput.org

Esiste un modo per
“umanizzare il risparmio”, facendo sì che diventi più
sociale, solidale, etico.
Il risparmio non può
rimanere un atto di puro interesse individuale e di pura delega per
ciò che riguarda il suo uso finale, per cui,
inconsapevolmente, potremmo finanziare industrie belliche o società
fortemente speculative ecc.. E’ necessario poter esercitare un
controllo effettivo anche sull’attività finanziaria,
fondamentale per le sorti dell’umanità.
CHE COSA E’
Il “risparmio etico” è
una iniziativa nata dalla società civile, quando ci si è
resi conto del potere che la finanza ha nel sostenere l’economia e
le iniziative economiche. La finanza etica vuole dare corpo ad
un’idea di economia sociale, di un polo finanziario al servizio
della solidarietà per la promozione umana e la protezione
dell’ambiente.
Da alcuni anni le MAG,
Mutui Auto Gestiti, formate da organizzazioni no-profit come
cooperative, associazioni, circoli, gestiscono, secondo quanto
previsto dalla legislazione vigente, il risparmio dei soci, che viene
utilizzato per finanziare iniziative come il commercio equo e lo
sviluppo dell’economia no-profit o solidale.
Dal 1999 un pool di
associazioni e realtà economiche e finanziarie ha dato vita ad
una vera e propria Banca Etica, la prima in Italia, nel tentativo di
conciliare etica ed economia, solidarietà ed efficienza,
equità e mercato.
COME SI AGISCE
Il comportamento economico
al centro di tutta l’iniziativa è il risparmio. Il
protagonista di questa azione è il cittadino in quanto
risparmiatore, che può depositare il proprio risparmio presso
una delle MAG di sua conoscenza. Sul deposito viene riconosciuto un
interesse corrispondente a quello di un conto corrente bancario, con
la possibilità e libertà di autoridursi tale tasso a
vantaggio delle iniziative finanziate dalla MAG stessa.
Dalla nascita della Banca
Popolare Etica si può accedere alle normali operazioni da
qualsiasi banca.
I soldi investiti vanno a
finanziare, a tassi agevolati, progetti che spaziano nei settori del
microcredito, dei progetti di sviluppo nel Sud del mondo, della
tutela dell’ambiente e della cooperazione sociale. Il risparmio che
passa attraverso le MAG o Banca Popolare Etica è una sfida
messa a disposizione del cittadino, per iniziare a svolgere una
pratica sociale alternativa, proprio nei settori dell’economia e
della finanza, settori fondamentali per utilizzare il denaro come
strumento a servizio dell’uomo.
PER SAPERNE DI PIU’
MAG Verona
www.rcvr.org
Via Aeroporto Angelo
Berardi 9
37139 Verona tel 045573011
fax 045575213
MAG Venezia
www.magvenezia.org
Via Trieste 82
30175 Marghera (VE)
tel 0415381479
Consorzio Etimos
www.etimos.it
Piazza dei Signori 1
35139 Padova
e-mail etimos@etimos.it
Banca Popolare Etica
www.bancaetica.com
Piazzetta Forzatè
2
35139 Padova
tel 0498771150 fax
049664922
e-mail
ufficio.padova@bancaetica.com

Per molte persone ed
altrettante famiglie diventa eccessivamente oneroso, anche in uno
stile di vita sobrio, riuscire a consumare prodotti genuini e di
sicura dignità sociale, un po’ perché i prodotti di
un certo tipo (biologici o del commercio equo e solidale)
necessariamente costano di più, un po’ perché essi
sono spesso ancora di “ nicchia” con maggiori difficoltà e
spese di distribuzione. Anche in questo l’unione fa la forza.
CHE COSA E’
I G.A.S. (Gruppi di
Acquisto Solidale) nascono per far fronte a questo problema. Alcune
famiglie e persone si mettono insieme e stendono una lista di
prodotti solitamente eco-compatibili o biologici, che è
possibile reperire direttamente dai produttori, riducendo in questa
maniera lo spreco energetico dovuti al trasporto della merce e
conoscendo chi lo produce. Ognuno si preoccupa di acquistare un
determinato prodotto (o un referente per tutti) e poi di rifornire
gli altri secondo le “ordinazioni” fatte precedentemente. Altre
volte si dispone anche di un piccolo magazzino in cui depositare le
“spese” e al quale le famiglie fanno riferimento. In questa
maniera non solo si risparmia, ma anche si è certi della
provenienza dei vari beni di consumo, nel rispetto di chi li
produce.
COME SI AGISCE
Insieme ci si occupa di
ricercare nella zona piccoli produttori, preferendo i prodotti
locali, prodotti biologici e rispettosi delle condizioni del lavoro
di produzione. Ad esempio, si scopre che poco lontano c’è
un’azienda agricola che produce olio biologico, ed è
sufficiente che una persona lo acquisti periodicamente per tutti, ad
un prezzo inferiore. Così pure per le verdure, la frutta e
moltissimi altri prodotti di uso quotidiano. Tutto nel concetto della
solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti,
cosicché l’attenzione all’altro (del gruppo, di chi
produce, del rispetto dell’ambiente, ecc..) diventa valore aggiunto
nella prassi quotidiana.
PER SAPERNE DI PIU’
www.retegas.org 
E’ fondamentale al
giorno d’oggi saper affrontare la valanga di informazioni che ci
porta il mondo in casa con una rapidità e facilità
impressionanti.
Domandarsi quali
informazioni sono, da dove vengono, chi le registra e le fa girare,
se la realtà è proprio quella che viene presentata
tanto diligentemente, se è tutto vero.
CHE COSA E’
Esiste una fitta rete di
riviste, giornali, TV, radio, centri di documentazioni, videoteche,
siti informatici, ecc. che non fanno dell’indice di ascolto il
criterio di orientamento nella loro attività.
Tutte queste realtà
si propongono con semplicità come fonti di informazione
alternativa, nel tentativo di offrire una lettura critica di
avvenimenti e problemi nazionali ed internazionali e di dare spesso
voce agli ultimi della storia e della società.
COME SI AGISCE
Per prima cosa è
necessario evitare la sbornia di TV, giornali, riviste e siti
internet che monopolizzano il mercato dell’informazione e
ritagliarsi qualche spazio di “lettura alternativa” .
In secondo luogo può
essere buona cosa rafforzare e diffondere (abbonarsi e abbonando gli
amici o semplicemente segnalando loro qualche rivista o qualche sito
di particolare interesse) quelle fonti di informazione che promuovono
un’informazione qualificata e indipendente ( e che speso si trovano
in difficoltà economiche).
Diversi organi di
informazione rappresentano importanti voci “fuori dal coro” e in
grado di porsi come alternative nel panorama dell’informazione.
PER SAPERNE DI PIU’
Testata giornalistica
telematica
www.grillonews.it
Missionari
Services News Agency
www.misna.org
Altreconomia
www.altreconomie.it
www.beppegrillo.it
Pacelink
www.pacelink.it 
Il servizio civile
volontario nasce sul finire del servizio di obiezione di coscienza e
da esso ne trae vita. L’obiezione di coscienza (servizio civile) è
stata una scelta per la quale hanno optato migliaia di giovani che,
sia in ambito laico che ecclesiale, hanno potuto crescere nella
condivisione e nella solidarietà, portando un importante
contributo alla società in termini culturali, valoriali e
sociali.
Ora, anche in Italia il
servizio militare o civile sarà su base volontaria. Diversi
enti/associazioni hanno gia predisposto una rete di centri operativi
presso cui offrire ai nuovi volontari un anno di impegno.
CHE COSA E’
La storia del servizio
civile ha insegnato come sia importante fornire ai giovani una
occasione di condivisione, di impegno e di crescita “civica” e
sociale. Pur in forme un po’ diverse il nuovo servizio civile
volontario maschile e femminile rimane nella scia di un impegno a
favore della comunità e, per certi versi, ne aumenta il valore
essendo una scelta esclusivamente volontaria.
Per ogni ragazza/o dai 18
ai 28 anni si offre un servizio a favore del prossimo. I campi di
impegno nel sociale sono i più vari: anziani, minori,
portatori di handicap, persone in disagio sociale e mentale, persone
senza dimora, ecc. In servizio
è previsto un
rimborso spese mensile (400 euro circa) e crediti formativi relativi
all’esperienza fatta (alcuni enti sono direttamente convenzionati
in questo senso con scuole e/o università). Alcuni enti hanno
inserito nei loro piani di servizio esperienze all’estero (cfr
anche Caschi Bianchi). Nel 2003, 15.000 giovani sono stati coinvolti
in oltre 700 progetti.
COME SI AGISCE
Chi è interessato
si rivolge ad un Ente convenzionato, prendendo i primi contatti.
Quest’ultimo invierà la candidatura presso il Ministero
dell’Interno che provvederà alle graduatorie e alla
selezione. Svolte alcune formalità burocratiche (scheda di
adesione al progetto, contratto, ecc.) gli interessati riceveranno
comunicazione per l’inizio della formazione e del servizio,
generalmente un paio di mesi. Il volontario/a dovrà lasciarsi
guidare ed aiutare dagli operatori/educatori del servizio presso il
quale sarà impegnato, per crescere ogni giorno in capacità
di accoglienza ed ascolto dell’altro.
PER SAPERNE DI PIU’
Ufficio Nazionale Servizio
Civile
www.serviziocivile.it

Anche il turismo spesso
è gestito da grandi imprese che non sempre rispondono a
logiche di sviluppo sostenibile. Gli stessi turisti non di rado
preferiscono vedere ciò che asseconda i propri pregiudizi. E’
possibile, però, essere turisti in modo diverso, innanzitutto
evitando di avere un impatto che crei disagi ai luoghi che si
desidera visitare, ma ancor più evitando di “scivolare”
sui paesi, preferendo un incontro più approfondito e reale.
CHE COSA E’
Il turismo responsabile ha
vinto la sfida di coniugare turismo, impegno ambientale e sociale. Il
primo passo è escludere quei modi di viaggiare che danneggiano
l’ambiente e le comunità che vivono nei luoghi che si
visitano. Il secondo è realizzare dei percorsi turistici
appoggiandosi ad associazioni ed altre organizzazioni locali che
siano in grado non solo di far “vedere” il luoghi, ma anche di
far incontrare le culture, le comunità, le tradizioni, ecc. Il
terzo passo consiste nel fare in modo che il viaggio possa essere
occasione di solidarietà. Scegliendo di sostenere, attraverso
il viaggio stesso, associazioni che promuovono sviluppo ambientale ed
umano. Anche nel modo di fare turismo, quindi, va ricollocato al
centro l’uomo ed il suo ambiente, per far si che i viaggi non siano
legati allo sfruttamento, ma diventino occasioni di sviluppo del
viaggiatore e della comunità ospitante, occasioni di
conoscenza approfondita e di solidarietà.
Il turismo è una
delle principali voci di esportazione per l’83% dei Paesi del Sud
del mondo, ma l’80% dei profitti va a beneficio dei paesi
occidentali dove hanno sede i grandi tour-operator.
COME SI AGISCE
Sono parecchie, oggi, le
agenzie di turismo responsabile. Esse organizzano e promuovono viaggi
in tutto il mondo, Italia compresa. Offrono possibilità di
viaggi in piccoli gruppi, in Africa, in Asia, in America Latina. Un
principale obiettivo è garantire che la maggior parte dei
proventi resti alle economie delle mete del viaggio, attraverso la
scelta oculata dei partener locali. Si prediligono piccoli gruppi e
percorsi lontani dalla logica del “mordi e fuggi”. Se si tratta
di paesi del Sud del mondo è sempre previsto l’incontro con
una o più realtà che permettono di conoscere il paese
da punti di vista diversi da quelli dei cataloghi patinati, ad
esempio con una comunità impegnata in un progetto di sviluppo
o con un gruppo di produttori del commercio equo e solidale. Anche la
sistemazione per il vitto e l’alloggio uniscono alla comodità
uno stile sobrio ed il più possibile caratteristico della
cultura del paese ospitante.
PER SAPERNE DI PIU’
Associazione Italiana
Turismo Responsabile
www.aitr.it
Cta Volontari per lo
Sviluppo
www.viaggisolidali.it
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