O'Pingolo

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Quando l’economia uccide bisogna cambiare!    



"allargare la famiglia”

















































Per un mondo più giusto non basta promuovere la cooperazione con i paesi impoveriti: è necessario promuovere il cambiamento qui da noi, sensibilizzando il territorio ai temi della solidarietà, dei diritti della persona, dell,irreversibilità di molti interventi umani sulla natura, dell’incontro tra i popoli e le culture. Solo così può nascere e diffondersi una mentalità nuova che, superando i punti di vista egocentrici e soggettivi, il giudizio sommario e lo stereotipo, apre alla convivenza umana sulla base dell’accoglienza, del rispetto e della partecipazione, acquisisce cioè una nuova coscienza della mondialità. 
 

CHE COSE? 
Il percorso di educazione alla mondialità è innanzitutto un’opportunità per riflettere: chi è avviato in questa direzione, è stimolato a leggere ogni problema, politico-economico-sociale-culturale che sia, da più punti di vista, in una prospettiva aperta ad accogliere la ricchezza e i valori di tutti i popoli e di tutte le culture. Ambito privilegiato dell’educazione alla mondialità è la scuola che può meglio proporsi quale portavoce di conoscenze e prospettive nuove, di stili di vita e di modelli che aiutino a formare i cittadini futuri del mondo come “comunità di popoli”. 
 
COME SI  AGISCE 
Le proposte di percorso di educazione alla mondialità variano in base all’utenza (gruppo classe nella scuola, gruppi nel territorio, associazioni, etc.) o all’età dei partecipanti. Gli strumenti privilegiati sono i giochi di simulazione, l’intervento di esperti e/o mediatori culturali, video, la testimonianza di volontari rientrati. L’obiettivo è quello di offrire agli utenti delle chiavi di lettura che permettono di conoscere le problematiche relative agli squilibri Nord-Sud, di comprendere i meccanismi che li determinano e di interrogarsi sul proprio ruolo in tutto ciò.




Una risposta alle necessità ma anche l’apertura ad un “altro” vero, concreto, non vago e astratto, in una scelta di responsabilità che ci invita ad “allargare la famiglia” — almeno nel cuore- per accogliere un’altra persona, la sua storia e i sui progetti.  
  
CHE COSA E’ 
 
Nell’adozione a distanza l’impegno economico non si esaurisce nell’offerta “una tantum” che tal volta rischia ti tranquillizzare la coscienza senza incidere realmente nello stile di vita, ma ricorre ogni mese per un periodo prolungato: la persona o il progetto “adottato” entra così di fatto dentro il bilancio e la storia della famiglia come una costante e salutare provocazione a scelte di vita sempre più responsabili ed accoglienti. 
Spesso le adozioni a distanza di singole persone sono inserite in più ampi progetti locali di promozione umana gestiti da organismi o associazioni che garantiscono anche una periodica informazione sull’evoluzione dei progetti legati alle adozioni. L’adozione a distanza diventa così l’occasione per conoscere ed approfondire oltre gli stereotipi la storia, la realtà ed i bisogni di un determinato popolo o del suo paese. 
 
COME SI AGISCE 
 
Chi aderisce ad un progetto di adozione a distanza si impegna a versare mensilmente per un certo periodo di tempo un determinato importo per il sostentamento della persona “adottata” (bambini e/o famiglie, ma anche studenti, profughi di guerra…..), o del piccolo progetto. A volte è possibile instaurare un rapporto epistolare diretto con l’ “adottato” o con il responsabile del progetto. 
Naturalmente le adozioni a distanza non sono un’iniziativa aperta esclusivamente alle famiglie: vi possono aderire persone singole, associazioni, scolaresche, gruppi di colleghi, ecc…
 
PER SAPERNE DI PIU’ 
 
Associazione O’Pingolo 
Via Canonico Fusco 25 
84012 Angri (SA) 
 

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Bilanci di giustizia 
 
Vivere la solidarietà universale a partire innanzitutto dalle esigenze primarie della giustizia, che hanno a che fare con le nostre piccole scelte quotidiane di consumo. 
Infatti per sostenere la nostra scelta consumistica, noi abitanti dei paesi più ricchi, che rappresentiamo appena il 23% della popolazione mondiale, consumiamo l’80% delle risorse del pianeta. Se tutti gli abitanti della Terra consumassero quanto consumiamo noi, ci vorrebbero altri sei pianeti da utilizzare come fonti di materie prime e come discariche di rifiuti. 
 
CHE COS’E’ 
L’Operazione Bilanci di Giustizia fu lanciata dal movimento del Triveneto “Beati i costruttori di Pace” in occasione del V incontro organizzato all’Arena di Verona nel 1993 sul tema “Quando l’economia uccide bisogna cambiare!”, con l’obiettivo di modificare l’odierna economia basata sulle leggi del profitto in un’economia fondata sui criteri di giustizia, ovvero sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente a partire dall’impegno in prima persona di ognuno di noi. 
Si tratta di una proposta concreta che mira a rivedere e riorganizzare il bilancio familiare o della propria comunità in ordine alle esigenze di giustizia, sobrietà, sostenibilità e rispetto dell’ambiente con un atto di contabilità preciso e regolare dei propri consumi. 
 
 
COME SI AGISCE 
All’inizio di ogni mese, nella calma della nostra casa, possiamo fissare uno o più obiettivi per ridurre o spostare i nostri consumi,registrando giorno per giorno le nostre spese. A fine mese, su un’apposita scheda, riportiamo i nostri obiettivi ed il bilancio diviso per voci di spesa (alimentari, abbigliamento, casa, trasporti, scuola e cultura, divertimento….), verificando se abbiamo rispettato la nostra programmazione. Quindi inviamo il nostro “bilancio di giustizia” al referente provinciale. L’iniziativa risulta più coinvolgente e meno complicata se si realizza a piccoli gruppi di 3-4 famiglie. Ad esempio, esaminando il proprio bilancio mensile, ogni famiglia decide la sostituzione di un prodotto considerato dannoso con un altro meno dannoso o valutato in termini positivi. Prodotti del commercio equo e solidale, detersivi biologici, uso delle biciclette al posto del’auto sono solo alcuni esempi degli “spostamenti” possibili. 
 
 
PER SAPERNE DI PIU’                                                             
 
Operazione Bilanci di Giustizia                                                 Movimento Gocce di Giustizia 
www.bilancidigiustizia.it                                                            www.goccedigiustizia.it 
c/o Mag Venezia, via Trieste 82                                                  c/o Casa per la Pace 
30175 Marghera (VE)                                                                  Contrà Porta Nova, 2 
                                                                                         36100 Vicenza tel 0444327395 
Sito dei Gruppi di Acquisto solidale (GAS) 
www.retegas.org 

 
 
Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” 
Mahatma Gandhi




   






































































































































































































































































































































































































Spesso le multinazionali esasperano la logica del profitto senza alcun tipo di scrupolo per le conseguenze di natura sociale e ambientale favorendo lo sfruttamento ai danni di milioni di famiglie, lavoratori (e bambini) nei paesi più poveri. 

Sono ormai noti i comportamenti di compagnie che sono responsabili di strategie di produzione assolutamente irrispettose della persona e dell’ambiente. 

 

CHE COSA E’ 

 

Il boicottaggio è un’azione straordinaria e consiste nell’interruzione organizzata e temporanea dell’acquisto di uno o più prodotti per forzare le società produttrici ad abbandonare certi comportamenti. Fra i boicottaggi realizzati o in corso, i più importanti sono quelli contro lo sfruttamento nei settori agricoli ed alimentari, ma anche delle scarpe da ginnastica o dei giochi per bambini. Le motivazioni più frequenti sono legate allo sfruttamento del lavoro (soprattutto femminile e minorile), alle condizioni di lavoro particolarmente insalubri, a politiche commerciali spietate e incuranti della vita umana. 

 

COME SI AGISCE 

 

Il boicottaggio consiste nell’interruzione organizzata e temporanea dell’acquisto di uno o più prodotti. Così i consumatori fanno pressione sulle imprese multinazionali perché modifichino i loro comportamenti produttivi e commerciali. Così diventa importante comunicare alle imprese i motivi per cui si è deciso di non acquistare i loro prodotti e nello stesso tempo far conoscere le proprie motivazioni anche ai lavoratori per avere in loro degli alleati che fanno pressione sul fronte sindacale. L’azione è senz’altro più efficace se viene concordata con altre persone o famiglie, organizzata a scuola, nel quartiere, tra gli amici o i compagni di lavoro. 

I risultati ci sono: negli USA la pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica ha indotto multinazionali famose come la Levì’s, la Reebok, Del Monte ad adottare un codice di comportamento per il rispetto dei diritti dei lavoratori del Sud del mondo; altre aziende hanno dovuto fornire adeguate misure di sicurezza e di antinfortunistica ai propri dipendenti, alcune banche europee hanno ridotto o ritirato gli investimenti a importanti case farmaceutiche denunciate per sperimentazione e commercializzazioni poco trasparenti dei loro prodotti. 

PER SAPERNE DI PIU’  

www.manitese.it/boycott 

                                            www.masaicodipace.it                                                  

Rete Italiana Boicottaggio Nestlè 

www.pacelink.it/nestle.htlm        

                                            Centro Nuovo Modello di Sviluppo                                                                
    
www.citinv.it/org/cnms

I Diritti Umani rappresentano l’insieme dei Diritti Civili, Politici, Economici e sociali che vanno incontro al fondamentale diritto di ogni persona alla propria dignità e al libero sviluppo della propria personalità. Tali diritti, universali ed indivisibili, non possono essere ignorati da alcun governo, organizzazione o modello economico e sociale. 

 

 

CHE COSA E’ 

 

Le campagne consistono nella denuncia delle violazioni di tali diritti attraverso l’informazione, la mobilitazione dell’opinione pubblica e la promozione della solidarietà umana affinché tali enunciazioni non continuano a rimanere astratte o il privilegio di una piccola minoranza. 

A titolo di esempio, tra i diritti umani non considerati dallo Stato Italiano, c’è il diritto d’asilo. La legislazione attuale infatti non distingue due posizioni giuridiche diverse: quella del migrante e quella del rifugiato. A fronte di circa 8.000 domande di asilo presentate annualmente in Italia, vengono evase dalla Commissione Centrale di Roma circa 2.000 domande di cui 700/800 con esito favorevole. 

 

 

COME SI AGISCE 

 

Presso le Botteghe del Mondo oppure on line si possono firmare petizioni o appelli. Migliaia di cartoline, telegrammi, lettere, fax, e-mail creano una visibilità ed una pressione internazionale a cui e difficile resistere. Lo testimoniano le lettere di molti prigionieri, detenuti, per le proprie opinioni, il sesso, l’origine etnica, la religione o il colore della pelle senza che abbiano usato alcuna violenza, liberati grazie ad Amnesty International o da alcune campagne promosse dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo o da Nigrizia.  

Cosi anche per il diritto di asilo, si possono sostenere campagne con la promozione di iniziative, spettacoli, convegni o ideare nuovi progetti per l’accoglienza e assistenza ai rifugiati. 

 

 

PER SAPERNE DI PIU’ 

 

Amnesty International 

www.amnestyiternational.it   


Consumare e fare la spesa ci sembrano fatti banali che riguardano solo noi, i nostri gusti, il nostro portafoglio. Eppure il consumo è un fatto che riguarda tutta l’umanità, perché dietro a questo nostro gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria di natura sociale, politica e ambientale. 


CHE COSA E’ 

 

E’ un atteggiamento di scelta permanente che si attua su tutto ciò che compriamo ogni volta che andiamo a fare la spesa. Il consumo critico punta a fare cambiare le imprese attraverso le loro stesse regole economiche, fondate sul gioco della domanda e dell’offerta. Infatti, scegliendo cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo alle imprese i comportamenti che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette, mentre ostacoliamo le altre. In definitiva, consumando in maniera critica è come se andassimo a votare ogni volta che facciamo la spesa. 

COME SI AGISCE 

Ogni volta che facciamo la spesa possiamo scegliere i prodotti non solo in base al prezzo o alla qualità, ma anche in base alla loro storia e al comportamento delle imprese che ce li offrono. In particolare è importante valutare se sono prodotti utili, da dove provengono, se sono frutto di oppressione in qualche paese del mondo, se richiedono alti consumi di energia per la loro produzione, se hanno conseguenze ambientali gravi. 

Dobbiamo, ad esempio, leggere le etichette e porci delle domande prima di comprare qualsiasi cosa: è frutta e verdura di stagione? E’ un prodotto proveniente da agricoltura biologica o a lotta integrata? E quindi con uso minore di pesticidi, erbicidi e ormoni? E stato prodotto localmente e quindi con risparmio di energia di trasformazione, conservazione e trasporto? 

PER SAPERNE DI PIU’ 

Centro Nuovo Modello di Sviluppo 

www.cnms.it  

Altreconomia 

www.altreconomia.it  

Altoconsumo 

www.altroconsumo.it  

Rete di Lilliput 

www.retelilliput.org  

Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) 

www.retegas.org 

  

Non c’è peggior cosa che portare avanti percorsi e progetti separati avendo obiettivi comuni o analoghi, eppure troppo spesso molte realtà lavorano nella completa ignoranza di persone e gruppi che operano nella stessa direzione in contesti molto vicini. La conseguenza è uno spreco di energie, sovrapposizioni, quando non, addirittura, rivalità. 

Da qualche tempo, però, è in atto un movimento contrario che punta a mettere insieme le energie e ad unire gli sforzi. 

CHE COSA E’ 

 

Sono nati quindi, negli anni da poco trascorsi, molti coordinamenti ed altrettante reti. I primi sono finalizzati a far conoscere gruppi ed associazioni che operano nello stesso settore (la pace piuttosto che la riduzione dei consumi o il finanziamento di progetti di sviluppo). Inoltre i coordinamenti cercano di creare sinergie attraverso le quali promuovere azioni comuni ed iniziative trasversali, in molti casi si arriva anche ad una divisione dei compiti in cui ogni realtà si specializza in un settore particolare. Le reti allargano ulteriormente le conoscenze e le collaborazioni mettendo in relazione costante anche realtà diverse o lontane, pure esse, sfociando spesso in iniziative comuni, qualora se ne presenta l’occasione e la necessità. L’idea di fondo è che tutto è strettamente interconnesso, ad esempio, non è possibile promuovere la pace senza imbattersi nelle disuguaglianze economiche o eludendo il problema dell’ambiente e delle risorse, sicché diventa quasi necessario allargare le vedute e tenersi in contatto con un movimento sempre più vasto.    

 

COME SI AGISCE 

In Italia è nato inizialmente il Tavolo Intercampagne con lo scopo di dare maggiore visibilità alle varie campagne (di sensibilizzazione, di pressione, di boicottaggio…) mettendo attorno ad un tavolo i promotori che si impegnavano a lavorare in stile di reciprocità. Dal Tavolo Intercampagne è nata poi la Rete di Lilliput che si ispira ai racconti dei viaggi di Gulliver, nei quali si racconta dell’unione degli sforzi dei piccoli lillipuziani attraverso cui riescono a rendere inerme il gigante. Molte altre realtà nazionali e locali hanno poi visto la luce spesso abbattendo non solo steccati geografici o di azione, ma anche ideologici e di provenienza culturale.  

PER SAPERNE DI PIU’  

Rete di Lilliput 

www.retelilliput.org 


Esiste un modo per “umanizzare il risparmio”, facendo sì che diventi più sociale, solidale, etico. 

Il risparmio non può rimanere un atto di puro interesse individuale e di pura delega per ciò che riguarda il suo uso finale, per cui, inconsapevolmente, potremmo finanziare industrie belliche o società fortemente speculative ecc.. E’ necessario poter esercitare un controllo effettivo anche sull’attività finanziaria, fondamentale per le sorti dell’umanità.  

CHE COSA E’ 

Il “risparmio etico” è una iniziativa nata dalla società civile, quando ci si è resi conto del potere che la finanza ha nel sostenere l’economia e le iniziative economiche. La finanza etica vuole dare corpo ad un’idea di economia sociale, di un polo finanziario al servizio della solidarietà per la promozione umana e la protezione dell’ambiente. 

Da alcuni anni le MAG, Mutui Auto Gestiti, formate da organizzazioni no-profit come cooperative, associazioni, circoli, gestiscono, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente, il risparmio dei soci, che viene utilizzato per finanziare iniziative come il commercio equo e lo sviluppo dell’economia no-profit o solidale. 

Dal 1999 un pool di associazioni e realtà economiche e finanziarie ha dato vita ad una vera e propria Banca Etica, la prima in Italia, nel tentativo di conciliare etica ed economia, solidarietà ed efficienza, equità e mercato. 

COME SI AGISCE 

Il comportamento economico al centro di tutta l’iniziativa è il risparmio. Il protagonista di questa azione è il cittadino in quanto risparmiatore, che può depositare il proprio risparmio presso una delle MAG di sua conoscenza. Sul deposito viene riconosciuto un interesse corrispondente a quello di un conto corrente bancario, con la possibilità e libertà di autoridursi tale tasso a vantaggio delle iniziative finanziate dalla MAG stessa. 

Dalla nascita della Banca Popolare Etica si può accedere alle normali operazioni da qualsiasi banca. 

I soldi investiti vanno a finanziare, a tassi agevolati, progetti che spaziano nei settori del microcredito, dei progetti di sviluppo nel Sud del mondo, della tutela dell’ambiente e della cooperazione sociale. Il risparmio che passa attraverso le MAG o Banca Popolare Etica è una sfida messa a disposizione del cittadino, per iniziare a svolgere una pratica sociale alternativa, proprio nei settori dell’economia e della finanza, settori fondamentali per utilizzare il denaro come strumento a servizio dell’uomo. 

PER SAPERNE DI PIU’  

                                                                       MAG Verona                                                                               

www.rcvr.org 

Via Aeroporto Angelo Berardi 9 

37139 Verona tel 045573011 fax 045575213 

MAG Venezia 

www.magvenezia.org 

Via Trieste 82 

30175 Marghera (VE) 

tel 0415381479  

Consorzio Etimos 

www.etimos.it 

Piazza dei Signori 1 

35139 Padova 

e-mail etimos@etimos.it  

Banca Popolare Etica 

www.bancaetica.com 

Piazzetta Forzatè 2 

35139 Padova 

tel 0498771150 fax 049664922 

e-mail ufficio.padova@bancaetica.com 

Per molte persone ed altrettante famiglie diventa eccessivamente oneroso, anche in uno stile di vita sobrio, riuscire a consumare prodotti genuini e di sicura dignità sociale, un po’ perché i prodotti di un certo tipo (biologici o del commercio equo e solidale) necessariamente costano di più, un po’ perché essi sono spesso ancora di “ nicchia” con maggiori difficoltà e spese di distribuzione. Anche in questo l’unione fa la forza. 
 

CHE COSA E’ 

 

I G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) nascono per far fronte a questo problema. Alcune famiglie e persone si mettono insieme e stendono una lista di prodotti solitamente eco-compatibili o biologici, che è possibile reperire direttamente dai produttori, riducendo in questa maniera lo spreco energetico dovuti al trasporto della merce e conoscendo chi lo produce. Ognuno si preoccupa di acquistare un determinato prodotto (o un referente per tutti) e poi di rifornire gli altri secondo le “ordinazioni” fatte precedentemente. Altre volte si dispone anche di un piccolo magazzino in cui depositare le “spese” e al quale le famiglie fanno riferimento. In questa maniera non solo si risparmia, ma anche si è certi della provenienza dei vari beni di consumo, nel rispetto di chi li produce. 

COME SI AGISCE 
 

Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori, preferendo i prodotti locali, prodotti biologici e rispettosi delle condizioni del lavoro di produzione. Ad esempio, si scopre che poco lontano c’è un’azienda agricola che produce olio biologico, ed è sufficiente che una persona lo acquisti periodicamente per tutti, ad un prezzo inferiore. Così pure per le verdure, la frutta e moltissimi altri prodotti di uso quotidiano. Tutto nel concetto della solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti, cosicché l’attenzione all’altro (del gruppo, di chi produce, del rispetto dell’ambiente, ecc..) diventa valore aggiunto nella prassi quotidiana.  
 

PER SAPERNE DI PIU’ 
 

www.retegas.org 

E’ fondamentale al giorno d’oggi saper affrontare la valanga di informazioni che ci porta il mondo in casa con una rapidità e facilità impressionanti. 

Domandarsi quali informazioni sono, da dove vengono, chi le registra e le fa girare, se la realtà è proprio quella che viene presentata tanto diligentemente, se è tutto vero. 

 

CHE COSA E’ 
 

Esiste una fitta rete di riviste, giornali, TV, radio, centri di documentazioni, videoteche, siti informatici, ecc. che non fanno dell’indice di ascolto il criterio di orientamento nella loro attività. 

Tutte queste realtà si propongono con semplicità come fonti di informazione alternativa, nel tentativo di offrire una lettura critica di avvenimenti e problemi nazionali ed internazionali e di dare spesso voce agli ultimi della storia e della società. 

COME SI AGISCE 
 

Per prima cosa è necessario evitare la sbornia di TV, giornali, riviste e siti internet che monopolizzano il mercato dell’informazione e ritagliarsi qualche spazio di “lettura alternativa” . 

In secondo luogo può essere buona cosa rafforzare e diffondere (abbonarsi e abbonando gli amici o semplicemente segnalando loro qualche rivista o qualche sito di particolare interesse) quelle fonti di informazione che promuovono un’informazione qualificata e indipendente ( e che speso si trovano in difficoltà economiche). 

Diversi organi di informazione rappresentano importanti voci “fuori dal coro” e in grado di porsi come alternative nel panorama dell’informazione. 
 

PER SAPERNE DI PIU’

Testata giornalistica telematica 

www.grillonews.it 

Missionari Services News Agency 

www.misna.org 

Altreconomia 

www.altreconomie.it  

www.beppegrillo.it 

Pacelink 

www.pacelink.it

Il servizio civile volontario nasce sul finire del servizio di obiezione di coscienza e da esso ne trae vita. L’obiezione di coscienza (servizio civile) è stata una scelta per la quale hanno optato migliaia di giovani che, sia in ambito laico che ecclesiale, hanno potuto crescere nella condivisione e nella solidarietà, portando un importante contributo alla società in termini culturali, valoriali e sociali. 

Ora, anche in Italia il servizio militare o civile sarà su base volontaria. Diversi enti/associazioni hanno gia predisposto una rete di centri operativi presso cui offrire ai nuovi volontari un anno di impegno. 

CHE COSA E’  

La storia del servizio civile ha insegnato come sia importante fornire ai giovani una occasione di condivisione, di impegno e di crescita “civica” e sociale. Pur in forme un po’ diverse il nuovo servizio civile volontario maschile e femminile rimane nella scia di un impegno a favore della comunità e, per certi versi, ne aumenta il valore essendo una scelta esclusivamente volontaria. 

Per ogni ragazza/o dai 18 ai 28 anni si offre un servizio a favore del prossimo. I campi di impegno nel sociale sono i più vari: anziani, minori, portatori di handicap, persone in disagio sociale e mentale, persone senza dimora, ecc. In servizio

è previsto un rimborso spese mensile (400 euro circa) e crediti formativi relativi all’esperienza fatta (alcuni enti sono direttamente convenzionati in questo senso con scuole e/o università). Alcuni enti hanno inserito nei loro piani di servizio esperienze all’estero (cfr anche Caschi Bianchi). Nel 2003, 15.000 giovani sono stati coinvolti in oltre 700 progetti. 

COME SI AGISCE  

Chi è interessato si rivolge ad un Ente convenzionato, prendendo i primi contatti. Quest’ultimo invierà la candidatura presso il Ministero dell’Interno che provvederà alle graduatorie e alla selezione. Svolte alcune formalità burocratiche (scheda di adesione al progetto, contratto, ecc.) gli interessati riceveranno comunicazione per l’inizio della formazione e del servizio, generalmente un paio di mesi. Il volontario/a dovrà lasciarsi guidare ed aiutare dagli operatori/educatori del servizio presso il quale sarà impegnato, per crescere ogni giorno in capacità di accoglienza ed ascolto dell’altro.  

PER SAPERNE DI PIU’

Ufficio Nazionale Servizio Civile 

www.serviziocivile.it 

Anche il turismo spesso è gestito da grandi imprese che non sempre rispondono a logiche di sviluppo sostenibile. Gli stessi turisti non di rado preferiscono vedere ciò che asseconda i propri pregiudizi. E’ possibile, però, essere turisti in modo diverso, innanzitutto evitando di avere un impatto che crei disagi ai luoghi che si desidera visitare, ma ancor più evitando di “scivolare” sui paesi, preferendo un incontro più approfondito e reale. 

CHE COSA E’  

Il turismo responsabile ha vinto la sfida di coniugare turismo, impegno ambientale e sociale. Il primo passo è escludere quei modi di viaggiare che danneggiano l’ambiente e le comunità che vivono nei luoghi che si visitano. Il secondo è realizzare dei percorsi turistici appoggiandosi ad associazioni ed altre organizzazioni locali che siano in grado non solo di far “vedere” il luoghi, ma anche di far incontrare le culture, le comunità, le tradizioni, ecc. Il terzo passo consiste nel fare in modo che il viaggio possa essere occasione di solidarietà. Scegliendo di sostenere, attraverso il viaggio stesso, associazioni che promuovono sviluppo ambientale ed umano. Anche nel modo di fare turismo, quindi, va ricollocato al centro l’uomo ed il suo ambiente, per far si che i viaggi non siano legati allo sfruttamento, ma diventino occasioni di sviluppo del viaggiatore e della comunità ospitante, occasioni di conoscenza approfondita e di solidarietà. 

Il turismo è una delle principali voci di esportazione per l’83% dei Paesi del Sud del mondo, ma l’80% dei profitti va a beneficio dei paesi occidentali dove hanno sede i grandi tour-operator. 

COME SI AGISCE  

Sono parecchie, oggi, le agenzie di turismo responsabile. Esse organizzano e promuovono viaggi in tutto il mondo, Italia compresa. Offrono possibilità di viaggi in piccoli gruppi, in Africa, in Asia, in America Latina. Un principale obiettivo è garantire che la maggior parte dei proventi resti alle economie delle mete del viaggio, attraverso la scelta oculata dei partener locali. Si prediligono piccoli gruppi e percorsi lontani dalla logica del “mordi e fuggi”. Se si tratta di paesi del Sud del mondo è sempre previsto l’incontro con una o più realtà che permettono di conoscere il paese da punti di vista diversi da quelli dei cataloghi patinati, ad esempio con una comunità impegnata in un progetto di sviluppo o con un gruppo di produttori del commercio equo e solidale. Anche la sistemazione per il vitto e l’alloggio uniscono alla comodità uno stile sobrio ed il più possibile caratteristico della cultura del paese ospitante. 

PER SAPERNE DI PIU’  

Associazione Italiana Turismo Responsabile 

www.aitr.it 

Cta Volontari per lo Sviluppo 

www.viaggisolidali.it 

  

  Un altro mondo non solo è possibile,  
         ma necessario per garantire il futuro e 
una vita piena per tutti                                      


































 










non possono essere ignorati da nessun governo